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Il progetto dell'impianto olimpico di trampolini per il salto con gli sci di Pragelato comprende: due trampolini olimpici (K120 e K95) con relativi locali di partenza, un edificio per il riscaldamento degli atleti, la torre dei giudici, un impianto di risalita dedicato (seggiovia biposto ad ammorsamento fisso), un edificio per ospitare i locali tecnici per innevamento ed energia, un impianto di innevamento programmato e di illuminazione notturna dei trampolini olimpici, un edificio polifunzionale (con annessa tribuna per il pubblico e comprendente: un albergo-residence da 100 posti letto, un bar-ristorante da 100 coperti, una sala conferenze da 200 posti, una palestra, una discoteca, locali tecnici e di servizio), tre trampolini scuola (K60, K30 e K15).
Uno dei criteri che hanno ispirato il progetto è stata la volontà di limitare il più possibile la visibilità delle piste rispetto ai boschi di larice che le circondano, sia per motivi ambientali sia perché tali alberature costituiscono una schermatura al vento trasversale molto importante per la pratica sportiva. Le piste di atterraggio sono state localizzate nella zona di una piccola insellatura che caratterizzava il versante e le piste di lancio, seppur in elevazione rispetto al suolo, sono state studiate per non emergere rispetto alla parte superiore delle chiome delle alberature che fiancheggiano i trampolini.
Seppure sia molto difficile dissimulare la caratteristica forma dei trampolini in un ambito naturale montano si è dunque cercato di limitare il più possibile sia l'ingombro delle strutture delle piste che quello degli altri manufatti funzionali all'esercizio durante le gare di salto. In particolare il fabbricato per il riscaldamento degli atleti è stato concepito come parzialmente ipogeo, integrato nei muri rivestiti in pietra lungo i quali sono stati organizzati i percorsi pedonali e veicolari della parte alta dell'impianto e i volumi dei locali di partenza sono stati ridotti alla dimensione minima per riparare gli atleti immediatamente prima del loro turno di salto e per alloggiare le macchine per la preparazione delle piste.
La costruzione di un trampolino per il salto con gli sci deve inoltre essere eseguita con grande precisione (dell'ordine di ± cm 2), in modo da garantire la corrispondenza del profilo longitudinale della pista al tracciato teorico di progetto. E' stata proprio questa la ragione principale che ha orientato la progettazione dei trampolini olimpici verso una soluzione regolabile, sia per le piste di lancio che per quelle di atterraggio. La scelta di utilizzare impalcati prefabbricati sia per le piste di lancio (con struttura di acciaio) che per quelle di atterraggio (con struttura di cemento armato), oltre a rendere possibile la regolazione delle piste, ha inoltre reso più efficiente la complessa fase di realizzazione dei manufatti su versante scosceso e in condizioni ambientali di montagna.
La torre dei giudici è caratterizzata da un corpo parallelepipedo più basso verso valle e da una torre con pianta quadrata a monte. Le postazioni dei giudici e della direzione di gara sono ospitate all'interno di un corpo aggettante sul fronte laterale dell'edificio rivolto verso le piste dei trampolini. La forma caratteristica dei box dei giudici rende manifesta al pubblico la funzione del fabbricato, giustificandone la presenza ai margini delle piste.
L'articolazione dei volumi del fabbricato è sottolineata mediante l'uso di differenti materiali di finitura. Nella sua conformazione morfologica l'edificio asseconda il profilo altimetrico del versante: i piani più bassi sono infatti incassati nel terreno in modo che la base dell'edificio possa adattarsi alla pendenza del sito.
L'edificio polifunzionale presenta il suo asse longitudinale parallelo a quelli dei trampolini olimpici, dei quali fiancheggia la pista di arrivo, ed è disposto perpendicolarmente al torrente Chisone.
L'edificio si sviluppa lungo un asse centrale a partire da 40 metri circa di distanza dalla sponda destra del Chisone e arriva ad appoggiarsi al versante destro idrografico della valle. Dal punto di vista planimetrico il lato dell'edificio verso valle è rettilineo, dovendo adattarsi alla geometria delle tribune; il lato verso monte è invece impostato su di un arco di circonferenza per adeguarsi al rilievo del piccolo promontorio esistente e per orientarsi verso lo scenario dell'alta valle.